Troppo o troppo poco CALCIO (Ca)

Il corpo di un adulto contiene più di 1 kg di calcio: il 98% sotto forma di cristalli di fosfato di calcio nelle ossa e il 2% nel sangue (con un ruolo importante nella coagulazione del sangue).
Nelle ossa il calcio non è fissato in modo permanente, ma viene rinnovato continuamente: viene assunto con l'alimentazione e fissato nel tessuto osseo, oppure eliminato tramite urine, feci o sudore. Poiché durante l'infanzia e l'adolescenza si costruisce la massa ossea, tra i 10 e i 19 anni è necessario un apporto supplementare di calcio.
L'assorbimento del calcio da parte dell'organismo è influenzato da diversi fattori:
- il rapporto tra Ca e P (fosforo) – 2/1 nelle ossa;
- la presenza di proteine ovvero di aminoacidi;
- la presenza di lattosio, acido lattico, acido citrico, lipasi e sali biliari;
- la presenza di vitamine: D (in particolare D2 e D3);
- il contenuto di vitamina A e C;
- l'acidità gastrica;
- la qualità degli alimenti;
- il sesso (negli uomini l'assorbimento di calcio è più elevato rispetto alle donne);
- un eccesso di sale e le bevande acide aumentano il grado di eliminazione del calcio dal corpo.
L'attività fisica è un mezzo molto importante per fissare il calcio nelle ossa.
Attraverso il sudore si possono perdere quantità considerevoli di calcio, ma la maggior parte viene eliminata tramite l'intestino crasso e le urine.
Il ruolo del calcio:
- entra nella struttura del sistema osseo e dei denti;
- interviene nella coagulazione del sangue, nel metabolismo del ferro e nell'equilibrio acido-base;
- partecipa al meccanismo della contrazione muscolare ed è responsabile della salute del sistema cardiovascolare;
- insieme al magnesio riduce l'eccitabilità neuromuscolare (viene utilizzato in neuropsichiatria per il trattamento dell'insonnia);
- permette la divisione e la moltiplicazione cellulare;
- media l'azione degli ormoni.
L'ipocalcemia, ovvero la carenza di Ca nell'organismo, provoca nei bambini carie e rachitismo, mentre negli adulti e negli anziani osteoporosi. L'osteoporosi è causata anche da un eccesso di acidità nell'alimentazione, che sottrae il calcio alle ossa e lo indirizza verso altre zone. Il consumo di bevande ad alto contenuto di fosforo provoca una rapida perdita di calcio. L'ipocalcemia può manifestarsi con insonnia, irritabilità, palpitazioni, stati depressivi, gonfiore addominale, parestesie, mal di testa, vertigini, difficoltà di concentrazione e affanno respiratorio. In menopausa le donne perdono ogni anno tra il 2 e il 5% del calcio osseo e, in caso di squilibri ormonali, le perdite possono variare tra il 3 e l'8%.
Un eccesso di calcio nell'organismo è più raro e di solito è dovuto all'assunzione di integratori di calcio con vitamina D oppure al consumo di alimenti arricchiti con calcio. Un aumento del calcio può portare alla formazione di calcoli nei reni, nella vescica o nell'aorta. La manifestazione di un'ipercalcemia può avvenire con nausea, vomito, astenia, dolori mioosteoarticolari, sonnolenza, stitichezza e ipertensione.
Le fonti più ricche di calcio sono i latticini, l'acqua potabile, il vino, il pesce, le uova, mentre quantità minori di calcio si trovano in verdura, frutta, cereali e carne.
